Tra fine agosto e metà settembre, nelle campagne dell’entroterra siciliano, inizia uno dei momenti più attesi dell’anno agricolo: la raccolta delle mandorle. In questo articolo te la raccontiamo.
Indice
- Fine estate in Sicilia: il tempo della raccolta delle mandorle
- Quando raccogliere le mandorle: il momento giusto tra agosto e settembre
- Come avviene la raccolta da Tenuta Collotta
- Dalla pianta al confezionamento: essiccazione e lavorazione
- Perché la raccolta biologica fa la differenza
Fine estate in Sicilia: il tempo della raccolta delle mandorle
In Sicilia, il mandorlo segna il calendario agricolo due volte l’anno: a gennaio-febbraio, quando la fioritura tinge di bianco e rosa l’entroterra, e a fine estate, quando arriva il momento di raccogliere i frutti. È un ciclo che l’isola conosce da millenni: il mandorlo fa parte del paesaggio siciliano da oltre 4.000 anni, ed è proprio grazie alle estati calde e secche e agli inverni miti, che trova le condizioni ideali per crescere e maturare.
Dopo mesi di caldo intenso e di scarse piogge, condizioni che sopporta bene grazie alla sua naturale resistenza alla siccità, il mallo verde che avvolge la mandorla comincia ad aprirsi: è il segnale che il frutto ha raggiunto la sua piena maturazione e che è arrivato il momento di procedere con la raccolta.
Quando raccogliere le mandorle: il momento giusto tra agosto e settembre
Anche per le mandorle, come per le olive, il momento della raccolta non è mai lasciato al caso. Raccoglierle troppo presto significa ottenere mandorle meno sviluppate, con una resa in seme inferiore, un gusto meno pieno e un contenuto di umidità più alto, che le rende anche più esposte al rischio di muffe. Raccoglierle troppo tardi, invece, le espone maggiormente a insetti e agenti atmosferici, con conseguenze negative sulla resa e sulla qualità del frutto.
Il momento giusto si riconosce osservando la pianta: il mallo, la parte carnosa verde che avvolge il guscio, deve aprirsi naturalmente, segno che la mandorla ha completato la maturazione e ha raggiunto il suo pieno sviluppo in termini di dimensione, consistenza e composizione nutrizionale. Nelle nostre campagne, nella Sicilia centrale, questo avviene generalmente tra la fine di agosto e la prima metà di settembre, un periodo che ogni anno può variare leggermente in base all’andamento climatico della stagione.
Come avviene la raccolta da Tenuta Collotta
Su 25 ettari di terreno coltivati interamente in regime di agricoltura biologica, seguiamo i nostri mandorli dalla fioritura fino al giorno della raccolta. Quando il mallo si apre e le mandorle sono pronte, procediamo alla bacchiatura: i frutti vengono fatti cadere dalla pianta su ampi teli distesi sul terreno. Questo può avvenire sia in maniera manuale (tradizionale) sia in maniera meccanizzata. La scelta dipende molto dalle condizioni delle piante e dei frutti e dalla conformazione del terreno e del mandorleto.
Dalla pianta al confezionamento: essiccazione e lavorazione
Raccoglierle al momento giusto è solo una parte del lavoro. Dopo la caduta sui teli, le mandorle vengono separate dal mallo verde che le avvolge, un passaggio che libera il guscio e prepara il frutto alla fase successiva. Solo a questo punto vengono stese e lasciate asciugare al sole, seguendo i tempi naturali dell’essiccazione, senza ricorrere a essiccatoi forzati o ad accelerazioni artificiali.
È un passaggio fondamentale, perché un’essiccazione corretta e uniforme è ciò che permette di eliminare l’umidità in eccesso e di azzerare il rischio di formazione di muffe e aflatossine, preservando allo stesso tempo il gusto pieno e la croccantezza tipica della mandorla siciliana.
Solo al termine di questo passaggio le mandorle vengono selezionate e avviate alla lavorazione: sgusciate, pelate o lasciate con il guscio, a seconda della destinazione finale, e infine confezionate.
Una filiera corta, che dal campo porta la mandorla direttamente sulle tavole dei consumatori, senza passaggi intermedi né lavorazioni esterne.
Perché la raccolta biologica fa la differenza
Scegliere di coltivare e raccogliere mandorle in regime biologico significa innanzitutto escludere fertilizzanti chimici di sintesi, diserbanti e pesticidi durante tutto il ciclo produttivo. Ma il valore del biologico non si esaurisce in campagna: prosegue anche nel modo in cui il frutto viene gestito subito dopo la raccolta, fino ad arrivare, intatto, nelle mani di chi lo consuma.
Una mandorla coltivata biologicamente, in un terreno curato e in un ecosistema equilibrato, arriva al momento della raccolta con una maturazione più naturale e omogenea. Questo, insieme a una gestione attenta dei tempi tra caduta del frutto e lavorazione, riduce sensibilmente il rischio di sviluppo di muffe: un aspetto su cui, per un prodotto come la frutta secca, non è possibile fare compromessi.
Ma la raccolta biologica non tutela solo la sicurezza del prodotto: preserva anche tutto il suo valore nutrizionale. La mandorla è naturalmente ricca di proteine vegetali, fibre, grassi monoinsaturi, vitamina E e sali minerali come magnesio e calcio, sostanze che il metodo biologico, non alterandone la crescita con forzature chimiche o irrigazioni forzate, contribuisce a mantenere integre. Non è quindi soltanto un alimento gustoso, ma anche un vero alleato del benessere quotidiano, perfetto come spuntino sano o come ingrediente nutriente in tante ricette.
A questo si aggiunge la certificazione biologica, la garanzia concreta che tutta la filiera, dalla raccolta al confezionamento, rispetti standard rigorosi e verificabili, per un prodotto che fa bene a chi lo mangia e al pianeta che lo produce.
Sul nostro sito puoi trovare le nostre mandorle biologiche in tre formati:
oltre alla farina di mandorle per le preparazioni dolci.