Considerato dai greci il “nettare degli Dei”, Il MIELE rappresenta da secoli l’alimento zuccherino naturale buono da mangiare e dalle infinite proprietà benefiche.

Il miele naturale è il prodotto della trasformazione del nettare dei fiori e delle escrezioni di alcuni insetti (melata) e da ogni sostanza zuccherina raccolta sulle piante che le api “raccolgono” e che vengono successivamente immagazzinati nelle cellette degli alveari (favi) o delle arnie a seconda che si tratti di api allo stato brado o di apicoltura. 

Le cellette, una volta piene, saranno sigillate da una membrana naturale chiamata opercolo. Da qui, Il miele impiegherà in media 36 giorni per maturare, anche se la durata varia a seconda dell'umidità iniziale del nettare, della temperatura e dell'umidità circostante.

Il miele viene utilizzato dalle api come nutrimento, soprattutto nei periodi di assenza di nettare, come nella stagione invernale o tra una grande fioritura e l'altra.


IL MIELE NELL’ANTICHITA’ 

Le prime tracce di arnie costruite dall'uomo risalgono al VI millennio a.C. circa.

Nell'antico Egitto il miele era molto apprezzato non solo come alimento ma anche a livello medico per la cura di disturbi digestivi e per la produzione di unguenti per piaghe e ferite, e anche come dono, riposto accanto alle mummie in grandi coppe o vasi per il loro viaggio nell'Aldilà. 

I Sumeri lo impiegavano in creme impastate con argilla, acqua e olio di cedro, mentre i Babilonesi ne facevano un uso culinario.

I Romani ne importavano grandi quantitativi da Creta, Cipro, Spagna e Malta. Da quest'ultima pare ne derivi il nome originale “Meilat”, “terra del miele”.

Nell’alimentazione medievale il miele aveva ancora un ruolo centrale, seppur ridotto rispetto all'antichità, e veniva utilizzato principalmente come agente conservante oltre che dolcificante.

Nei secoli successivi il miele fu gradualmente sostituito, come dolcificante, soprattutto dopo l'introduzione dello zucchero raffinato.

Ma già da tempo sta ritornando in voga, sia come alimento, ma anche nell’ambito medico e nella cosmesi, in virtù delle riconosciute proprietà terapeutiche.



ESTRAZIONE, CENTRIFUGAZIONE E FILTRAZIONE DEL MIELE

In primavera inoltrata e in estate, quando le fioriture sono al loro massimo e le api hanno abbondanza di cibo e quindi di nettare, vengono posizionati dei melari sopra al loro nido, cassette con telaini di cera che servono per raccogliere il miele che le api producono in più rispetto al loro fabbisogno.

Alla fine delle fioriture quando le api hanno già riempito e chiuso le cellette, ecco che comincia il lavoro dell’uomo. Diverse fasi si articolano per l’estrazione e per la lavorazione del miele in modo da renderlo commercializzabile.

I melari vengono raccolti portati nei laboratori dove avviene la disopercolatura, cioè viene tolto l’opercolo per poter estrarre il miele. Il tutto viene fatto in appositi tavoli sul cui fondo vi è una fitta griglia che trattiene la cera dell’opercolo e filtra il miele che cola nei telaini disopercolati. I telaini vengono messi dentro una centrifuga, lo smielatore, che girando fa uscire il miele dalle cellette. Questa operazione viene fatta a temperatura ambiente in modo da mantenere inalterate le caratteristiche del prodotto.

Quando si è estratto tutto il miele, i telaini vengono rimessi nei melari e riportati alle api per la stagione successiva.

Tutto il miele raccolto viene filtrato per eliminare le impurità e infine versato nel maturatore a decantare, per farlo riposare per almeno due settimane, in modo da fare affiorare in superficie le piccole impurità ancora esistenti. Trascorso il tempo, si elimina la schiuma che si forma in superficie e si procede a riempire i barattoli.


CRISTALLIZZAZIONE

Quando il miele viene estratto dal favo, normalmente è liquido e viscoso, dopo un certo periodo di tempo tende naturalmente a solidificarsi a causa dell’alta concentrazione di zuccheri, un fenomeno del tutto naturale chiamato cristallizzazione, che è la prova che stato trattato naturalmente senza alterarne le caratteristiche nutrizionali. Ogni varietà ha tempi di cristallizzazione differenti. Riscaldandolo a 45°C il miele ritorna liquido, ma superando questa temperatura gli enzimi, le vitamine e le altre sostanze attive vengono danneggiate, infatti se utilizzato per dolcificare bevande è consigliabile metterlo quando non sono troppo bollenti. La conservazione massima consigliata del miele è di due anni.

QUALITA’ 

La qualità del miele dipende, oltre che dalle api, da diversi fattori:

come condizioni ambientali, flora circostante ma soprattutto dall’intervento dell’uomo, che potrebbe interferire modificando le caratteristiche organolettiche e gustative del prodotto con la manipolazione della flora, la scelta del periodo di raccolta, il metodo di estrazione e delle successive fasi.

Per questo motivo l’Azienda Agricola Tenuta Collotta rispetta il territorio dove fioriscono numerose specie vegetali selvatiche e coltivate. Il nettare di questi fiori costituisce il nutrimento di numerose famiglie di api che in esso trovano il substrato ideale per produrre l'ottimo MIELE BIOLOGICO. Tutto il regime di agricoltura BIOLOGICA è controllato e garantito dall'ente certificatore Suolo e Salute s.r.l.

IMPORTANTE

Le api sono considerate animali in via di estinzione. Soffrono terribilmente le modifiche ambientali apportate dall’uomo e, più di tutti, l'utilizzo di insetticidi utilizzati nell’agricoltura. Essendo gli impollinatori principali, le api consentono la fecondazione delle piante, e senza di esse l'agricoltura sarebbe tanto compromessa da diventare insufficiente al sostenimento della popolazione, oltre a creare sofferenza ad altre specie viventi.

PROPRIETA

Anche se altamente calorico, circa 300 kcal per 100 g di prodotto, è facilissimo da digerire e quindi fornisce energia, anche quando l'organismo è stressato a livello fisiologico (come ad esempio nello sport o nell'esercizio di lavori pesanti) o anche a livello patologico (come nel caso di febbre o di sindromi influenzali). Usato con parsimonia, ricordate che l’esagerazione fa sempre male, è molto utile sia nella dieta dei bambini ma anche in quella dell'anziano, tranne per soggetti diabetici.

Non è da considerarsi un medicinale, ma il miele ha delle proprietà terapeutiche provate scientificamente:

* Allevia la tosse

* Ha un moderato effetto antibiotico, antinffiammatorio 

* Antiossidante

* Curativo per le lesioni della pelle applicato con degli impacchi

* Ricco di minerali, vitamine e principi attivi fitoterapici  

Si consiglia un consumo costante di 20 - 30 g in sostituzione dello zucchero raffinato, salvo controindicazioni.

VARIETA

In base alla varietà dominante dei fiori da cui le api raccolgono il nettare, il miele assume caratteristiche diverse di sapore, di profumo, di consistenza e di comportamento nei confronti della cristallizzazione e variano anche le proprietà terapeutiche.

Miele di tiglio: in caso di eccitabilità nervosa, insonnia

Miele di timo ed eucalipto: in caso di infezioni respiratorie

Miele di agrumi: proprietà antispasmodiche e sedative

Miele di rosmarino: insufficienze epatiche, colescistopatie

Miele di castagno: ricostituente, rimineralizzante.


Che sia spalmato su una fetta di pane, usato per dolci, per isaporire secondi piatti o per alleviare raffreddori e mal di gola, ricordiamoci chi sono i principali produttori di Miele ricordandoci di rispettarli per preservare la natura, l’ambiente e noi stessi… 


Grazie ed al prossimo articolo.