Olio extravergine di oliva Sicilia

Azienda agricola TENUTA COLLOTTA

Olio extravergine di oliva: l'antichissima storia di un tesoro dell'umanità

Olio extravergine di oliva: pithoi usati per contenerlo nell'antica Creta
Ritaglio di una foto tratta dal sito fotoseek.com


 

Le informazioni presentate in questo articolo sono tratte dal libro "Industrie agrarie -olearia enologica lattiero-casearia" (Vito Sciancalepore - UTET).

 

 

L'estrazione dell'olio dalle olive è un'attività che il genere umano pratica da tempo immemorabile. Ci sono reperti archeologici che posizionano l'inizio di questa pratica addirittura alla preistoria.

Scrittori illustri come Erodoto, Ovidio, Pausania e altri autori greci e romani ritenevano già che la nobile pianta dell'ulivo avesse avuto origine da qualche parte nel vicino oriente, in terre bagnate dal mar Mediterraneo come la Palestina, la Siria e l'isola di Creta. In Israele sono stati rinvenuti reperti archeologici che testimonierebbero l'attività di estrazione dell'olio dalle olive, ovviamente con tecniche molto rudimentali, già nel V millennio avanti Cristo. I giganteschi pithoi, splendide anfore in terracotta per la conservazione dell'olio di oliva, furono rinvenuti a Creta. La loro costruzione per la conservazione dell'olio di oliva si può far datare al secondo millennio avanti Cristo. Accanto a questi splendidi vasi furono ritrovati anche dei mortai in piera, delle primitive presse e un torchio per l'estrazione dell'olio dalla pasta delle olive frante al mortaio.

 

 

A quell'epoca sembra dunque che l'olio di oliva si estraesse per schiacciamento delle olive contro una pietra piana. Da questa l'olio veniva fatto gocciolare all'interno di vasi panciuti in terracotta come quelli che mostriamo nella fotografia esposta in questo articolo (tratta dal sito fotoseek.com). Date le condizioni igieniche nelle quali si svolgeva l'operazione è molto improbabile che gli antichi cretesi riuscissero ad ottenere un prodotto che oggi definiremmo olio extravergine di oliva. Rimane il fatto che l'olio d'oliva costituì già da allora una preziosissima integrazione dell'alimentazione umana, un gustosissimo condimento per le pietanze, una preziosa merce di scambio e perfino un articolo religioso.

Molto probabilmente le immagini di Cnosso, città cretese a pochi chilometri dalla moderna Candia, risalenti a 3500 anni fa, sono le più antiche rappresentazioni iconografiche della pianta dell'ulivo e fungono da testimonianza della dedizione, già a quell'epoca, delle popolazioni cretesi alla coltivazione di questa pianta.

 

Da questi territori di origine la coltivazione dell'ulivo da olio si diffuse prima in Egitto e poi a Cipro, a Rodi e nei territori dell'Asia Minore. Scritti del IV secolo avanti Cristo testimoniano come già a quell'epoca in tali territori si possedesse una buona conoscenza della pianta, delle sue esigenze e delle tecniche colturali.

Furono prima i commercianti fenici e poi i coloni greci a diffondere la coltivazione dell'ulivo in Sicilia e nella Magna Grecia. Infine, il contributo più massiccio alla diffusione della coltivazione dell'ulivo e delle tecniche di estrazione dell'olio di oliva fu dato dai romani, che lo introdussero in tutti i territori dell'impero ove esso poteva essere coltivato.

Vale qui la pena di citare le parole di Giulio Moderato Columella, autore romano del I secolo dopo Cristo considerato il più autorevole scrittore antico di agronomia, che dice: "Olea prima omnium arborum est" (De rustica) e cioé "Fra tutti gli alberi l'ulivo è il più importante".