Frutta Martorana

 Deliziosa frutta martorana siciliana

La straordinaria bellezza della frutta plasmata ad arte dalla pasta di mandorla che in Sicilia prende il nome di Frutta Martorana è conosciuta ormai in tutto il mondo. La superficie di questi pasticcini dolcissimi e profumati è spesso colorata con minuzia per imitare fedelmente l'aspetto della buccia della frutta di stagione.

 

Meno nota è invece la vera storia che ha portato alla nascita di questo tradizionale dolce siciliano.

Noi qui vi raccontiamo la versione che abbiamo letto sul sito palermoviva.it

 

In italiano, la miscela di mandorle dolci tritate e unite a zucchero, vaniglia e acqua prende il nome di marzapane. Il marzapane non è in realtà un elemento esclusivo della pasticceria siciliana. Lo troviamo ormai dappertutto, grazie anche alle proprietà plastiche di questo impasto che si presta particolarmente bene come materia prima per originali, e spesso sorprendenti, sculture commestibili. Nella ricetta siciliana all'impasto di mandorle dolci si aggiunge anche qualche mandorla amara per arricchire del caratteristico profumo il prodotto finale.

 

 

 

L'origine della ricetta del marzapane si fa risalire a un periodo fra il XIII e il XIV secolo. Artefici di questa invenzione sono ancora una volta i creativi pasticceri arabi. Marzaban era una parola araba usata per indicare una scatola fabbricata in legno leggero e chiusa da un coperchio. La si usava per conservare posta e documenti importanti. Da questo deriva il detto siciliano “aprire i marzapani” che significa "svelare segreti scomodi". Il marzaban, però, si usava anche per spedire dolci a base di farina e di pasta di mandorle.

 

Nel capoluogo siciliano la frutta Martorana rappresenta l'espressione più antica e più rinomata dell'applicazione del marzapane in pasticceria. Il nome frutta Martorana origina dal fatto che tale preparazione fosse originariamente confezionata a cura delle suore del convento della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta la Martorana.

 

Per gli amanti del dettaglio storico spiegheremo che questa splendida chiesa affacciata sulla Piazza Bellini, fu costruita nel 1143 sotto il comando di Giorgio di Antiochia, ammiraglio del re normanno Ruggero II. Nel 1193 la nobildonna Eloisia Martorana ordinò la costruzione del monastero benedettino accanto alla chiesa e al convento e da allora l'intero complesso edilizio cominciò ad essere chiamato, in città, con il nome informale de “la Martorana”. Al fatto che la pratica di confezionare questi dolci sia cominciata all'interno di queste antiche mura si deve l'attribuzione del nome della nobildonna anche agli splendidi dolcetti preparati dalle suore. Per la stessa ragione, trattandosi di nome proprio di persona, il nome di questo dolce andrebbe sempre scritto con la M maiuscola nella parola Martorana.

 

La tradizione popolare narra che il giardino del convento della Martorana fosse fra i più belli della città. Vi crescevano rigogliosi alberi da frutto la cui bellezza suscitava l'orgoglio delle suore che li coltivavano. Si narra ancora che il vescovo di quel tempo, incuriosito, volle visitare il giardino per costatare di persona. La sua visita però avvenne in pieno autunno, proprio per la festa di Tutti i santi. In quel periodo dell'anno gli alberi erano ovviamente privi di frutta. Le suore, allora, decisero di creare artigianalmente dei frutti con la pasta di mandorla e di usarli per addobbare gli alberi del giardino.

 

Nel 1575 la corporazione dei Confettari ottenne il monopolio della produzione di frutta Martorana. Il sinodo diocesano di Mazzara del Vallo proibì da quel momento alle suore di produrre questi dolci adducendo la motivazione che la cosa arrecava distrazione e nuoceva al raccoglimento liturgico.


Oggi la frutta Martorana adorna le vetrine di quase tutte le pasticcerie siciliane, vere e proprie piccole e coloratissime opere d’ arte.




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